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Pane fresco, non sempre é vero.

Pane fresco... ma è vero?

Tra le tante cose da fare, la spesa di alimentari diventa spesso una corsa tra gli scaffali ed un riempire frenetico di carrelli che rischia di impattare sulle nostre scelte e quindi sulla nostra salute. Non è così scontato, infatti, che ci si prenda il tempo di leggere le etichette e, anche se così fosse, non è detto che si comprenda quanto c'é scritto.
Anche il pane, alimento ancor oggi consumato dalla maggior parte delle persone, dovrebbe essere oggetto di una scelta attenta e consapevole da parte del consumatore.
Ne esistono di tantissimi tipi, con molteplici ingredienti e svariate provenienze; solo pochi, però, possono definirsi "pane fresco".

Cosa rende un pane "Fresco"?

Il pane si può definire "fresco" se ottenuto dalla lavorazione delle materie prime fino al prodotto finito in un'unica sede senza che vi siano cottura o ricottura di impasti precedentemente lavorati e surgelati.

 

Per aiutare il consumatore la provincia di Trento ha appena approvato una legge che istituisce l'etichettatura "pane fresco" che rafforza una disposizione già in vigore secondo la quale il prodotto industriale deve essere tenuto ben separato dal prodotto fresco ed essere ben identificabile nelle sue caratteristiche di prodotto precotto e/o surgelato.

Dove si compra?

Il pane fresco è un prodotto comune ma non tanto quanto si potrebbe pensare.

Nei punti vendita della grande distribuzione non è raro trovare solo prodotti industriali precotti e surgelati e talvolta provenienti da oltre confine. È bene leggere le indicazioni sulle etichette e rivolgersi a chi il pane lo fa con passione e attenzione agli ingredienti ed ai processi.

Vi segnaliamo, per la zona di trento, il nostro partner, il Panificio Trentino che produce pane fresco artigianale oltre ad altri prodotti da forno con le stesse caratteristiche.

I prodotti vengono impastati e cotti nella notte nella sede di Gardolo e distribuiti durante il giorno dai 5 punti vendita.


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Commenti: 1
  • #1

    Lucia Collenz (sabato, 02 dicembre 2017 12:10)

    Vero! Sempre più difficile trovare prodotti freschi e di qualità, gli scaffali sono pieni di prodotti pre-cotti, surgelati e zeppi di conservanti. Un problema anche per tutte quelle persone affette da intolleranze/allergie alimentari (sempre più frequenti).
    Oltre a rivolgersi a produttori artigianali che propongono lavorati di qualità, una valida alternativa è quella dell'auto-produzione. Impastare, soprattutto se fatto a mano, può dare molta soddisfazione, oltre ad essere rilassante. Naturalmente con un occhio sempre alle materie prime, prediligendo farine di qualità e poco raffinate, e con un uso più consapevole, ridotto e quindi ottimale anche del lievito di birra (sovrautilizzato), se non fosse possibile usare il lievito madre che rimane comunque l'opzione migliore.